Beer and Art 2.0 – Giorgio Cavina

Poco tempo fa ho avuto l’idea di scrivere su come l’Arte può essere  valorizzata in spazi all’interno dei Pub.
Intervistai un fotografo, Stefano Tedioli, e gli ha portato fortuna.
Come si dice “Paganini non ripete”, ma io non lo sono quindi voglio concedere il bis.

Chi è nato con il dono del racconto è Giorgio Cavina.
Non fraintendetemi, non è uno scrittore.
Un’idea, un sentimento o una storia può essere “raccontata” anche addizionando materia o sottraendola, disgrossando, scolpendo, incidendo, scalfendo, levigando, sbalzando, intagliando, plasmando, fondendo o incastrando.
Una lunga lista di azioni che possono aiutarvi a scoprire chi è e cosa fà Giorgio, per capire che definirlo scultore è riduttivo.
Ma che “c’azzecca” lui con la Birra Artigianale?
Voglio svelarvi solo che è in procinto di completare un’opera dedicata alla nostra amata bevanda…
Mannaggia se avessi potuto fare qualche foto ve la mostrerei volentieri, ma mi ha intimato di svelare altro pena… indovinate cosa mi aspetterebbe se tradissi il suo segreto.
Dove potrete vedere la “prima opera” dedicata alla Birra Artigianale?
In uno di quei Pub che citai la volta scorsa ovviamente, quindi buona caccia al tesoro.
A questo punto è giusto sapere di più su Giorgio così ho richiesto a Roberto Brunelli (critico d’arte, scrittore e curatore di mostre) di fare anche a lui qualche domanda.

Dai Roberto concedici anche tu il bis…

Ciao Giorgio, vuoi incominciare presentandoti?
Nome Giorgio, cognome Cavina, nato a Modigliana (Mudgiâna ) il 7 settembre del lontano 1960 dove tuttora vivo e fatico.
Dai primi anni ottanta mi sono dedicato a diverse forme artistiche.
Sono autodidatta anche se ultimamente ho seguito corsi e partecipato a workshop per approfondire e imparare tecniche nuove.
La mia ricerca personale mi ha portato a sperimentare, passando dalla pittura alla ceramica e alla scultura.
La mia attività negli ultimi quattro anni si è molto intensificata.
Mi piace ricordare la partecipazione alla mostra Santa Caterina di Cesena “MESSAGGERI DI PACE” la cui curatrice è stata Lia Briganti.
La mostra alla Kunststation Kleinsassen di Hofbieber Germania curata
Dr. Elisabeth Heil.
La mia mostra personale a Sarsina “VELI” e la collettiva alla galleria Wikiarte di Bologna
La “WUNDERKAMMER” alla camera delle meraviglie Modigliana e quella “TI RACCONTO UN EMOZIONE” al monastero SS.Annunziata Tredozio a cura di Pier Luigi Gentilini.
Scusa se mi sono dilungato, quando ne parlo ogni volta mi emoziono e vorrei citarle tutte…

Cosa provi quando crei?
Per me è un esigenza. Se non ho il tempo materiale per iniziare un lavoro butto giù schizzi, faccio progetti, penso come poter realizzare l’opera e quando finalmente comincio per me è quasi una liberazione.
Sfrutto ogni attimo per non perdere intensità e il fuoco del pensiero per esprimere tutto quello che ho dentro.
Come dicevo la mia curiosità mi spinge sempre a sperimentare tecniche e materiali nuovi.

Ci parli delle tue famose Icone?
Ho iniziato questa serie di lavori ispirandomi alle icone bizzantine.
Il mio intento non era copiarle ma reinterpretarle in chiave moderna.
Ben presto il significato puramente religioso è venuto meno.
Sono rimasti gli sfondi dorati, la suddivisione degli spazi, le figure piatte e altri particolari che riconducono subito alle icone mantengono comunque un certo alone mistico.
Questi lavori mi permettono di mettere sulla stessa tela quello che mi piace dell’arte, collage di carta di giornale, colature di colore parti astratte, incisioni, segni e scritte.
Le impaginazioni delle pale d’altare con i fondi dorati, ogni quadrato, potrebbero essere un quadro a parte.
Ho cercato di fare incontrare e coesistere oriente e occidente incrociando simboli e modi artistici delle due culture. Quando o iniziato queste opere (1998\99) non era ancora così sentito il problema dell’integrazione dell’Islam eccetera. Già sentivo il bisogno di trovare punti di incontro non di scontro…forse l’arte riconosce prima situazioni/problemi /bisogni.
Mi piace lavorare a cicli (mai finiti), sviluppare un’idea, sviscerare un argomento, ripetere lo stesso soggetto con materiali, tecniche dimensioni diverse.

Allora altri tuoi “cicli di idee”?
Potrei citare MUTAZIONI MATERICHE, MAGMA,TEATRINI MATERICI che sono titoli di una serie di lavori dove la materia è protagonista.
In queste sculture ho cercato il senso del movimento con spazi pieni e vuoti che si rincorrono, questo ribollire di materia si scontra, a volte, con la rigidità di forme geometriche delle cornici, le ingloba e le supera comunicando il senso della ribellione verso la rigidità delle regole spesso imposte dagli altri.
In particolare in opere come MUTAZIONI MATERICHE volevo parlare dei repentini cambiamenti nella nostra società. L’opera metà in ceramica lucida, metà in grigio cemento denuncia l’ambiguità dei cambiamenti, non è dato a sapere se diventerà tutta brillante o tutta grigia.
Nella serie SOTTO PELLE la materia si intravede scorrere sotto una superficie dorata lucida, preziosa, come spesso ci raccontano, ma sotto la vita reale c’è altro che scorre.
E’ un invito a guardare oltre le apparenze.

Altre serie a te care?
Direi TRA FERRO E CEMENTO, le forme in ceramica che ricordano dei bozzoli.
Una metafora per parlare di ambiente, speranza nel futuro e difficoltà di comunicazione.
I
n questi bozzoli che si stanno schiudendo nascono nuovi esseri evoluti dopo un periodo di isolamento, ma nascono tra ferro e cemento il mondo che stiamo lasciando.
Questi bozzoli parlano di individui chiusi nel proprio spazio che non comunicano.
Tanti bozzoli vicini non sono una comunità ma molteplici solitudini.
Nell’istallazione SIAMO TUTTI APPESI parlo della precarietà. I bozzoli in questo caso appesi si riflettono a terra su un grande specchio e fili di lana rossa scendono tra di loro come i fili che le Parche (figure mitologiche tutelatrici della nascita) tagliavano.
Chi guarda l’opera specchiandosi si vede appeso con loro.

Cosa hai pensato quando ti hanno proposto l’idea di esporre in un locale?
Per me è molto importante avvicinarmi ad argomenti e mondi che non conosco per cogliere sempre nuove ispirazioni.
Il mondo della Birra Artigianale, non bevo birra quindi per me è una novità, ho notato che assomiglia un pò ad “una famiglia”, giovane e piena di passione, così quando mi è stata proposta questa mostra in birreria la cosa mi a subito incuriosito.
E’ bello mostrare arte fuori dai soliti spazi, andare incontro alle persone nei posti che frequentano abitualmente.
E’ come creare un museo non convenzionale, dove la gente possa provare emozioni improvvise, quando meno se lo aspettano, trovare un’opera ad accoglierti appena varchi la soglia di un locale dove ti rechi semplicemente per bere una birra non è cosa da tutti i giorni.
Voglio annunciare anche che parlando con gli organizzatori mi è venuto in mente di creare un’opera personalizzata, fatta proprio per la Birra e con quasi 40 chili di terra sto realizzando un pannello in ceramica, sarà circa 95 centimetri per 70 centimetri, smaltato da esporre al…. non dico altro. Speriamo che vada tutto per il meglio, con certi materiali non si sa mai.

Sono convinto che la Birra debba essere un mezzo per coinvolgere le persone più diverse e fondere le loro passioni.
Ringrazio ancora Roberto Brunelli e vi invito a seguirlo su http://www.brunelliroberto.it/

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